INTERVISTA AD ENZO BALDONI
l'intervista è stata realizzata nella sede di Balene dal gruppo di ricerca Alma Creattiva il 20-5-2004
Com’è
organizzato il vostro gruppo?
Creare a isola è una modalità decisionale?
Ragazzi,
il problema è che stiamo cercando di ingabbiare delle cose nuove in gabbie
vecchie! È un casino! Non è una modalità decisionale secondo me, è una
modalità creativa… è una piccola rivoluzione nel modo di creare… non lo
stiamo facendo soltanto noi, lo sta facendo Renzo Piano nei suoi atelier, lo
stanno facendo in tanti. La Volvo industrialmente lo sta facendo da
trent’anni, invece della catena di montaggio rigidamente parcellizzata, un
gruppo di uomini fanno una sola macchina e alla fine la firmano, nei primi
Machinthos dentro c’erano stampate le firme degli uomini che ci avevano
lavorato.
Cioè è proprio la partecipazione di tutti, ognuno con le sue competenze, in un processo collettivo.
Ma
tutto ciò, quale attinenza ha con la modalità decisionale del Chiapas?
Ti
riprendiamo…
Riprendete...
Un
giorno ero con Marla, che andava in moto ad un casting, ci siamo fermati a
prendere un gelato, abbiamo incontrato Andrea che passava in bicicletta mentre
tornava a casa. In modo assolutamente casuale ci siamo messi in gelateria, ci
siamo seduti… Marla aveva un taccuino piccolo così, e lì sono nate due idee,
due idee bellissime prendendo un gelato. Capisci che non possiamo ingabbiarci in
una modalità, come cazzo faccio a dirvelo?!
La
mia risposta può… la mia risposta… non so se posso darti una risposta
quadrata, posso darti una risposta “amebosa”, “gelatinosa".
A noi interessa questo.
Volevamo sapere se, nelle sue intenzioni, questa modalità “ad isola” va a
sostituire la metodologia precedente, oppure si pone solo come alternativa
parallela. Cioè ci sono dei contesti in cui si adatta meglio l’una o
l’altra?
È
molto ben posta la domanda. Credo che eh… non verrà sostituita completamente
la modalità di creazione art e copy. Diciamo che la modalità ad isola funziona
meglio quando c’è tempo a disposizione…quando il problema è grande e
complesso; allora la procedura per sviluppare il briefing, cioè presuppone
degli obiettivi chiave che devono essere contenuti al massimo in una
paginetta… gli obiettivi. Poi si appallottolano, si buttano via e si
dimenticano, e si lascia lavorare l’inconscio… e poi si gioca… ci si mette
tutti attorno a un tavolo sparando cazzate senza scopo. È proprio dal senza
scopo che vengono poi fuori le idee nuove, e poi, a seconda dei sentieri logici,
abbastanza facilmente rifarai pensieri, rifarai sentieri, percorsi ed altro…
se invece vai fuori…
Mi
guardi perplessa! Perché mi guardi perplessa?
No, tutto apposto.
No,
no… io mi rendo conto che il vostro problema di ricercatori, è quello di
riuscire a classificare…
E
invece no…
Come
è organizzato il luogo di lavoro?
Guarda
questa è la sala riunioni, vorrei che facessi una panoramica sulla poltrona di
pelle di leopardo… sulla mucca… e sul coso…
Il
luogo di lavoro è qualunque… possono essere tre computer collegati a
mezzanotte scambiandoci le mail o chattando … il luogo di lavoro può essere
un letto e un telefono… il luogo di lavoro è una gelateria con loro due… eh
… direi proprio che non siamo legati rigidamente a nulla… e adesso ve ne
dico una più divertente…
Noi
il 28 abbiamo una presentazione di questa campagna al cliente… sapete dove la
facciamo?
La
faremo a mollo, in una piscina d’acqua calda ad Abano Terme. Noi prendiamo
questi, li buttiamo nell’acqua termale in costume da bagno… quindi via la
cravatta, via le camicie, via i calzini, via le scarpe, via i pantaloni…
parliamo ai clienti in costume da bagno…
Loro
sono entusiasti di questa cosa. Gli regaliamo degli asciugamani, ovviamente con
la balena ricamata, e organizziamo tutta una giornata alle terme…
Non
l’abbiamo mai fatta, non sappiamo, però immagino che il cliente sarà molto
più rilassato e prenderà le sue decisioni.
La
domanda è precisa e la risposta è ancora più precisa. Noi usiamo la
tecnologia più avanzata nel campo della comunicazione. Noi ogni anno cambiamo
il nostro sito, abbiamo Machinthos portatili, schede wi-fi; non abbiamo le
schede cellulari perché non ci servono particolarmente.
La
videoconferenza non la facciamo, ma la faremo; le presentazioni le facciamo su
proiettori attaccati ai computer.
Quindi
pensiamo che specialmente uno studio piccolissimo come il nostro abbia bisogno
di essere sempre tecnologicamente all’avanguardia.
Aspetta
adesso te le faccio vedere, guarda… (ci mostra un foglio di carta ed una
matita)
…
queste le facciamo lavorare insieme.
Questa
(parlando della matita), pensa…questa è fondamentale! Tu l’appoggi su un
supporto cartaceo ed è analizzabile a qualsiasi occhio umano. Ragazzi, in
gelateria credetemi, abbiamo fatto una campagna molto bella usando una penna, un
taccuino e mangiando squisiti gelati biologici.
In
base alla panza!
Marla
è arrivata qui un giorno lei lavorava a Bologna, siccome voleva cambiare, ha
scritto una serie di lettere, in realtà ne ha scritta una, a me. Una lettera
bellissima, perfetta, precisa in cui diceva che voleva cambiare vita. In effetti
noi facciamo una vita diversa rispetto
a quello dell’agenzia. Noi privilegiamo la qualità della vita rispetto al
denaro…Lei è arrivata, ha fatto il colloquio e io le ho detto: “Marla, io
non ti assumerò mai perché non…il giorno dopo, il cliente Oviesse mi ha
chiesto una persona che fosse una
specialista di comunicazione sul punto vendita. Lei, oltre ad aver fatto la
scenografa per il teatro a Londra, Boston, Parigi e a Roma ha fatto per tre anni
l’immagine dei negozianti per il mondo. Ho detto: “è una gara, non ti
garantisco nulla, proviamo e vediamo che succede, giochiamo insieme…ecco,
forse è proprio il gioco la cosa importante”
Lei due settimane dopo ha detto: “ Senti, io intanto do le dimissioni,
poi vediamo come va”. E’ fantastico in un momento in cui tutti sono
attaccati alla sedia, e questo è un problema grande…
Forse
è il sistema che porta a questo “attaccamento”…
Ma
no…non succede niente, non si muore di fame. Sono le paure che ci bloccano,
non il sistema…bisogna avere il coraggio di rischiare.
…Avendo
però le capacità…
No,
non avendo nessuna sicurezza. Potevamo perdere la gara, e le gare possono essere
perse per mille motivi…e (Marla) poteva rimanere senza il lavoro. .Ha
rischiato, ha giocato e ha vinto…come sempre quando rischi, peraltro. Quello
che ci fotte sono proprio le paure, la paura è la più grossa fregatura che
possa capitare…
Da
2 a 20, per questa promozione, ad esempio, eravamo un
gruppo di 30/35 persone…
Parliamo
di interconnessione, dai. Io per esempio, lavoro molto con una copy che si
chiama Marina, (bravissima) e vive a Piacenza e abbiamo, diciamo, una media di
cinque contatti alla settimana, via e-mail, telefono, ecc.
e ci vediamo una volta al mese. Quindi il rapporto potrebbe essere…. di
interconnessione. Marla, finché
abitava a Bologna, lavorava a Miami…ci sentivamo spessissimo, quasi tutti i giorni e ci vedevamo una volta o due alla
settimana.
In
ufficio, siamo: io che sono il direttore creativo…si fa per dire, Marla, Giusy
che si occupa dell’amministrazione e Roberta che fa grafica e reception.
No,
perché…bho, non so, sono stabiliti naturalmente…ecco, tra di voi penso che
in Alma Creattiva ci sarà uno che è emerso come il leader, poi ci saranno
quelli che vanno al rimorchio, che sono contro-leader, quelli più attivi e
quelli meno attivi, chi scrive di più e chi scrive meno…
In
effetti mi sarebbe piaciuto collegarmi al vostro forum…
Va bene, adesso le spiego tutto... Quindi,
una volta che si forma un gruppo di lavoro per una campagna, tu non hai
nessun peso sull’assegnare il compito…
E’
una domanda complicata…si, io ho un peso in realtà, però è un peso
che…come se in qualche modo fossi un anziano della tribù indiana. E’ un
peso che viene automaticamente da una maggiore esperienza, da un maggior numero
di cazzate che ho fatto in vita mia.
Quindi
è un leader carismatico?
Si,
pero non c‘è la questione di dire “Io sono il direttore creativo!” .
Vaffanculo,
sono stronzate. Io sono così anche nella mia vita, rispetto l’attività di
Marla che ha una grossissima capacità di creazione visiva
rispetto alla capacità del maestro Buruti che è veramente un grande
fotografo. Noi abbiamo passato dieci giorni insieme, vederlo sul set è uno
spettacolo; calmo, tranquillo, non si è mai incazzato…un rapporto
straordinario, le luci, il team…E poi ci sono scenografo…
Io
vorrei che sentiste anche Andrea…stiamo parlando di come questa campagna è
nata con la partecipazione di tutti. Per dire…Andrea che scattava tutto il
giorno, arrivava qui verso le 7.30 di sera stravolto, lavoravamo un oretta e poi
andavamo a mangiare insieme e le cose venivano. I migliori posti per lavorare
sono i bar e i locali…vedete il mio fisico; sono un mangione epicureo…
Nella
creazione circolare, ognuno rinuncia in qualche modo alla paternità delle
proprie idee perché non ce ne frega un cazzo. Quello che ci importa è quello
che viene dal gruppo. Ognuno mette su il suo pezzettino e poi tutti insieme si
fa la casa. Poi c’è chi è più bravo a fare i mattoni,
chi a fare la calce…poi c’è il falegname che fa le porte…
Poi
parliamo di questa parola “modalità”, cazzo!
L’altro giorno ero alla radio, mi intervistava Luca Sofri che fa una trasmissione su Radio 2 e mi sono scappati un po’ di “cazzi”… Allora mentre dicevo una cosa di Bush, Luca mi ha detto: “cazzo” va bene, oramai si può dire, però di Bush non puoi parlare male… ti prendi le tue responsabilità perché è un offesa a un capo di stato.
Abbiamo
potuto notare il tuo impegno nel sociale… guardando il tuo portafoglio clienti
abbiamo visto determinate aziende…
Mc
Donald’s.
…
nonché l’Eni, sappiamo la sua situazione a Nassirya, come riesci a far
sposare il tuo impegno sociale con quello professionale?
Ti
sono molto grato di questa domanda, che è una domanda importante. Dunque, con
le informazioni che ho oggi la campagna per
l’Enichem non la farei più! Quando le prospettive della chimica erano
diverse, la chimica italiana era in un rovinoso tracollo, cambiò il management,
cambiarono anche la campagna… a quei tempi ricevetti anche un’offerta
di lavoro per la Eni Nucleare, e non accettai perché sono contro il nucleare.
Sull’Eni non avevo le informazioni che ho oggi. Oggi rifiuterei.
Per
quanto riguarda Mc Donald’s noi
abbiamo esaminato l’azienda, e ci ha divertito enormemente la sfida di un
azienda che in fondo fa dei panini con l’hamburger, che non sono più o meno
sani delle merendine Ferrero o del
delizioso lardo di colonnata…
Le
modalità casomai sono altre, è un problema di mamme,
per esempio…
Non
mi stupisco che nessuno attacchi la
Philip Morris… l’aggiunta di sostanze… le sigarette della Philip Morris
hanno circa 200 additivi chimici messi in più a quel tabacco. E
tutti se la prendono con Mc Donald’s…
Mc Donald’s è gente che fa panini, e in qualche modo diventando un
simbolo, poi è diventato un bersaglio, forse un bersaglio comodo perché in
realtà è facile mettersi contro Mc Donald’s… mettiti contro la mafia
albanese che fa prostituire i ragazzini, c’è su Repubblica di oggi l’intervista a un ragazzino albanese di 13 anni, che si
prostituisce a piazzale Trento che
è a due chilometri da qui. I problemi sono la mafia che fa pagare il pizzo ai
negozianti, perché a Milano pagano il pizzo tutti, e prendersela con Mc
donald’s , e l’ha capito pure Bertinotti, è un comodo bersaglio. Io penso
che Mc Donald’s è un’azienda come le altre, e facendo il pubblicitario
farei pubblicità per la Fiat anche
se le automobili Fiat uccidono
tanta gente, tanta gente muore in mezzo alle strade. Mc Donald’s è un simbolo
facile da prendere a calci…
Definisciti
con tre aggettivi
Grosso,
epicureo… Marla aiuto… tre aggettivi per definirmi… Grosso, epicureo…
Cosa
pensi di Marco Andolfato?
Penso
che ho avuto l’intelligenza di prendere un socio più intelligente di me, una
persona di un intelligenza straordinaria, di cultura profonda e di una grande
umanità. E da tutto questo poi nasce una professionalità elevatissima.
Ma
siete anche amici?
Siamo amici…si, abbiamo corso questo rischio perché con gli
amici non bisogna mai andare in barca o mettersi a lavorare, però c’è stata
una specie di attrazione fatale, nel senso che le nostre vite si sono incrociate
molto spesso…e poi si sono allontanate. Un giorno gli ho proposto di venire a
lavorare con me per la metà di quello che guadagnava in azienda. E lui ha a
accettato.
No,
da quando lavoriamo insieme ci vediamo pochissimo, questo è un peccato ma è
così.
Per
esempio noi ci abbracciamo molto, ci tocchiamo molto, perché crediamo che il
contatto fisico sia un grande mezzo di comunicazione. Per cui dopo che siamo
stati 4,6,8,10 ore insieme, abbiamo bisogno di vedere altra gente, però non so
come dire… siamo un gruppo che ha molto piacere a stare insieme.
Come
risolvete le controversie interne?
Bella
domanda. Le controversie interne, ognuno le risolve a suo modo, io mi incazzo e
urlo, ognuno ha insomma il suo temperamento. Marco che è più diplomatico, le
risolve con la calma, però fondamentalmente ci diciamo tutto. Ci guardiamo
negli occhi… per noi il vaffanculo è propedeutico, ed è fantastico quando
dico: “ stronzo, vaffanculo, mi hai rotto i coglioni!”.
Io
sono disposto a cambiare opinione. Io dico
la mia, tu la tua, se mi convinci… mi sta bene! Credo che sia una questione di
sincerità verso se stessi e rinunciare al proprio ego. Non ho alcuna difficoltà
ad ammettere le mie colpe. Se però la controversia è insanabile allora decido
io. Quindi se continui a essere convinto di una cosa, adesso decido io, non per
niente, perché sono il più vecchio, il più grosso e il più prepotente. Vero
Marla?
In una mail
che ci hai inviato tempo fa, ci parlavi di agenzie che sollecitando uno
stato di continuo stress nei propri dipendenti cercavano di ottenere maggiore
produttività. È così anche in balene?
Non
ci frega niente della produttività, ci frega relativamente del denaro. Il
denaro ci piace, è un ottima cosa ma non siamo disposti a tutto per averlo, non
abbiamo alcun pudore nei confronti del denaro, cioè nessun preconcetto. C’era
Costeau, un esploratore, che diceva che ci sono tre fluidi fondamentali per la
vita umana: L’aria, l’acqua e il denaro. Non è di vitale importanza, purché
sia molto. È molto più importante la qualità della vita.
Avete
una musa ispiratrice?
Direi la balena. La risposta è sul mio sito.