LA MORTE

 

C’è una scena “ Una donna cammina in un viale, intorno ci sono molte persone…..piano piano queste persone cadono stecchite a terra una ad una, una dopo l’altra… lei continua dritta sulla sua strada …e si allontana”.

Il sentimento della donna non è indifferenza, ma è consapevolezza della morte, consapevolezza di questo attimo, che come qualsiasi altro attimo della giornata deve accadere, di conseguenza a qualcosa che c’ è stata prima. Aver raggiunto la consapevolezza è uno dei più grandi passi avanti che un uomo possa fare; piangere significa non aver capito niente della vita, del flusso di particelle che corrono infinite per affrontare i minuti, le ore, i giorni, gli anni che stanche di correre si fermano e tutto l’organismo si annichilisce insieme a loro.

Chi ha inventato il termine MORTE? Potremmo chiamarla pausa, vittoria, arrivo, traguardo del nostro corpo, ma la mente, la coscienza , i sentimenti dove sono? Dove vanno a finire?Poi…finiscono, muoiono, vincono o…perché questi esistono , sì che esistono! Come faccio ad amare qualcuno, come faccio ad odiarla, perché piango, perhè mi dispero, perché tengo a qualcuno in  modo particolare?Che cos’è quel fuoco che sento ogni tanto,…(hanno acceso un caminetto?) No, è una specie di sesto senso, è una specie di senso interno che agisce solo al contatto diretto con altri, altri uomini, altre donne. …Che cosa mi fa tremare, che cosa mi fa sognare …?

Parlare con qualcuno è utile: significa confrontarsi, significa riempire dei vuoti , significa imparare ma anche amare e odiare.Ciò che confrontiamo non è la velocità delle nostre particelle, ma sono esperienze intrise di sentimento, sono coscienze e solo il nostro senso interno pensieri…finiscono, si disperdono, continuano?