La morte di Keith: il racconto di Annette

 

“Giovno amove”, sbadigliò Keith carezzandomi il braccio con dolcezza. Alzai lo sguardo verso di lui e sorrisi felice. È vero, sembrava più vicino ai 52 che ai 32, ma lo amavo talmente che non avrei cambiato niente di lui.

“Buongiorno, tesoro. Ti senti bene?” domandai. Lui annuì.

“Mai stato meglio in tutta la vita!” rispose con sincerità. “Ti amo, Annette”, mi disse e io gli credetti con tutta me stessa. Lo amavo tanto quanto lui amava me. Lo spiacevole episodio del tradimento non aveva alcuna importanza quando ero tra le sue braccia, sapevo di essere io la donna che lui amava davvero, la donna che per lui contava sul serio.

“Sì, Keith, ti amo anch’io”, risposi. Lui sorrise con il sorriso dell’uomo soddisfatto della vita e di tutto quello che ha ottenuto. “Non mi lascerai mai, vero?” gli chiesi. Lui scosse il capo.


Annette Walter-Lax e Keith la sera del 6 settembre 1978, il giorno prima di morire

“Annette, ti amo. Resterò con te per sempre, anima e corpo. Tra di noi c’è qualcosa che non accade tutti i giorni, e niente al mondo potrà mai cancellare questa realtà.” Mi assicurò, baciandomi con dolcezza. Io gli carezzai la guancia. Non si radeva da due giorni e la sua pelle era ruvida, ma io amavo ogni segno, ogni pelo di barba, ogni ruga del suo viso. A volte aveva un aspetto molto diverso dal ragazzo Mod giovane e carino delle copertine dei primi album, ma nei suoi occhi c’era lo stesso fuoco, un fuoco che non aveva mai smesso di ardere e che vivrà per sempre nel mio cuore. Se gli occhi sono davvero lo specchio dell’anima, allora io adoravo l’anima di Keith Moon con ogni fibra del mio corpo.

“Annette, posso chiederti una cosa?” cominciò. Io annuii.

“Certo.”

“So che Annette Walter-Lax è un nome molto più bello di Annette Moon, ma ti andrebbe di prendere in considerazione l’idea di cambiare nome e sposarmi?” mi chiese serio. Io non avevo bisogno di pensarci, accettai immediatamente.

“Certo che lo farò, Keith, ti amo”, sussurrai.

“Annette?” disse.


Il prato dove furono sparse le ceneri di Keith

“Sì?”

“Annette, Annette? Annette, forza tesoro, svegliati!” disse una voce. Aprii gli occhi e mi ritrovai in una stanza d’ospedale. Ero con John e Alison Entwislte e Keith Moon. Mi ci vollero alcuni secondi per ricordare come ci ero arrivata. Poi osservai il corpo senza vita di Keith e ricordai. Sollevai piano la sua mano e la baciai.

“Niente può cancellare quello che c’è tra noi, amore”, sussurrai.

“Stai bene?” mi chiese Alison preoccupata. Io cercai di sorriderle, ma fallii miseramente.

“Keith mi amava. Niente potrà mai cambiare questa realtà, ma niente potrà mai riportarlo in vita, quindi che cazzo c’è di tanto bello in questo?” dissi fra le lacrime, mentre ancora stringevo la sua mano nella vana speranza che mi sentisse piangere e si svegliasse per confortarmi e dirmi che era tutto solo un grande scherzo e che saremmo andati a pranzo fuori.

Ma non poteva accadere, e le mie lacrime caddero sul suo braccio e scivolarono via, lente. Keith era morto, ma sapevo che il mio amore per lui sarebbe durato in eterno.

 

Grazie a Sonia per la traduzione